lunedì 9 marzo 2015

L'ermellino (Mustela ermineaLinnaeus 1758) è un piccolo mammifero della famiglia dei Mustelidi, diffuso in EuropaAsia e Nord America.
Il suino (Sus scrofa domesticus L.), chiamato comunemente maiale o porco è un suide addomesticato appartenente ai Mammiferidell'ordine Artiodattili Suiformi. Il maschio si chiama verro e la femmina scrofa, mentre i cuccioli sono detti lattonzoli o anche verrettise di sesso maschile e scrofette se di sesso femminile. È uno degli animali da macello più diffusi e più utilizzati dall'uomo, anche in ragione dell'ampia gamma di sottoprodotti derivati, che vanno da articolatissime specifiche lavorazioni delle sue carni, allo sfruttamento delle setole (secondo un antico adagio, del resto, «del maiale non si butta via niente»). Il maiale domestico e il selvaticocinghiale appartengono entrambi a un'unica specie, essendo interfecondi.
Il pavone comune o pavone blu (Pavo cristatus Linnaeus1758) è un uccello appartenente alla famiglia dei Fasianidi.[2]
Originario delle foreste dell'India, è stato importato in Europa dai Romani, i quali lo allevavano non solo per la sua bellezza, ma anche per la prelibatezza delle sue carni.
La farfalla è un insetto che, come le falene, appartiene all'ordine dei Lepidotteri.
La distinzione tra farfalle e falene non risponde a una classificazione scientifica tassonomica, ma deriva dall'uso comune. In base a tale distinzione "popolare", alcuni autori del passato hanno proposto una distinzione tra Ropaloceri o "Rhopalocera" (farfalle), che nella classificazione moderna corrispondono alle superfamiglie Hesperioidea e Papilionoidea, ed Eteroceri o "Heterocera" (falene). Questa distinzione oggi, però, non è più scientificamente accettata.
Le farfalle hanno abitudini generalmente diurne ed hanno antenne clavate, a differenza di quelle delle falene, che sono spesso pettinate o filiformi, e chiudono le ali a libro in posizione di riposo.
Questa distinzione di comodo, al pari di quella tra macrolepidotteri e microlepidotteri, pur non essendo più ritenuta valida, viene talvolta ancora utilizzata dagli entomologi per ragioni pratiche, dato che corrisponde a differenze nei metodi di studio dei diversi gruppi.
Il cavallo (Equus caballus Linnaeus, 1758), è un mammifero di medio-grossa taglia appartenente all'ordine dei Perissodactyla,sottordine degli Hippomorpha, unico della famiglia Equidaegenere Equusspecie Equus caballus.[2][3]
L'evoluzione del cavallo è cominciata dai 55 ai 45 milioni di anni fa e ha portato dal piccolo Hyracotherium con più dita, al grande animale odierno, a cui rimane un unico dito. L'essere umano ha iniziato ad addomesticare i cavalli più tardi rispetto ad altri animali, attorno al 5.000 a.C. nelle steppe orientali dell'Asia (il tarpan), mentre in Europa lo si iniziò ad addomesticare non prima del III millennio a.C.[4] I cavalli della specie caballus sono tutti addomesticati, sebbene alcuni di questi vivano allo stato brado come cavalli inselvatichiti, diversi dai cavalli selvaggi che, invece, non sono mai stati addomesticati. L'unico cavallo selvaggio rimasto oggi è il quasi estinto cavallo di Przewalski. Il cavallo ha accompagnato e accompagna l'uomo in una notevole varietà di scopi: ricreativi, sportivi, di lavoro e di poliziabellici, agricoli, ludici e terapeutici. Tutte queste attività hanno generato vari modi di cavalcare e guidare i cavalli usando ogni volta i finimenti più appropriati. L'uomo trae dal cavallo anche carne, latte, ossa, pelle e capelli, nonché estratti di urine e sangue per scopi farmaceutici.
La femmina del cavallo, chiamata giumenta, ha un periodo di gestazione dei puledri di circa undici mesi, al termine dei quali il piccolo, una volta partorito, riesce a stare in piedi e a correre da solo dopo pochissimo tempo. Solitamente l'addomesticamento avviene dopo i tre anni di vita dell'animale. A cinque anni è completamente adulto, con una prospettiva di vita che si aggira sui 25-30 anni. Il cavallo presenta un'elevata specializzazione morfologica e funzionale all'ambiente degli spazi aperti come le praterie, in particolare ha sviluppato un efficace apparato locomotore e un apparato digerente adatto all'alimentazione con erbe dure integrate con modeste quantità di foglie, ramoscelli, cortecce e radici.
Le oltre trecento razze di cavalli si dividono in base alla corporatura (dolicomorfi, mesomorfi e brachimorfi) e in base al temperamento (a sangue freddo, mezzo sangue e i cosiddetti purosangue). Il tipo brachimorfo comprende i cavalli da tiro (ShireVladimirGipsy Vanner, ecc.), il tipo dolicomorfo le "razze leggere da sella" (purosangue inglesearabo, trottatori, ecc.), mentre il tipo mesomorfo comprende le "razze da sella" (inglese e americana, Quarter Horse, trottatori, ecc.).
Il canarino selvatico misura circa 12 cm di lunghezza, per un'apertura alare di 20 cm circa ed un peso di 15-20 grammi.[4] Gli esemplari maschi presentano un piumaggio giallo-verde con striature più scure sul dorso, le ali e il capo; la livrea della femmina è simile a quella del maschio, ma i toni giallo-verdi sono più sbiaditi e la testa è di colore grigio scuro.[5][6] Rispetto all'assai simile e congenere Verzellino (Serinus serinus), il canarino ha dimensioni maggiori del 10%, ali più corte e una maggiore presenza di toni di colore grigio-bruno nel piumaggio.[4]
Il gatto domestico (Felis catus Linnaeus1758[1] o Felis silvestris catus Schreber1775) è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei felidi.
Si contano una cinquantina di razze differenti riconosciute con certificazioni. Essenzialmente territoriale e crepuscolare, il gatto è unpredatore di piccoli animali, specialmente roditori. Per comunicare utilizza vari vocalizzi (più di 16), le fusa, le posizioni del corpo e produce dei feromoni. Può essere addestrato a obbedire a semplici comandi e può imparare da solo a manipolare svariati meccanismi, anche complessi, tra cui le maniglie delle porte o le chiusure delle gabbie .
È il felino col più vasto areale nel mondo e con la popolazione più numerosa, protagonista anche di fenomeni di inselvatichimento così ampi da determinarne l'inclusione nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo da parte dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura[2].